Hell's Gate 2016

2016-02-06
Viaggio all'inferno di Fasola.

Il Ciocco, 6 Febbraio 2016.

Metà strada. Sulla Via Lattea dell’Enduro o all’Inferno dell’Estremo? Secondo Fasola non c’è troppa distinzione tra Paradiso e Inferno, nell’Enduro. Si tratta di umori del momento, di risultati e di quoziente dell’Impegno. Ecco. Qui a Hell’s Gate Matzeler l’impegno, la sfida, la difficoltà e l’incertezza sono ai massimi livelli “terrestri”. È massima la sofferenza. Oltre il massimo la soddisfazione, lka passione che muove le gesta dell’Enduro nell’Episodio principe dell’Extremo.

A metà strada, dunque, dopo le sei Speciali che hanno caratterizzato la gara eliminatoria del mattino, la situazione della Competizione di Fabio Fasola e del Ciocco delinea la rande battaglia che si svolge nel pomeriggio.

Qualcuno se l’è presa comoda, qualcun altro ha cercato sin dal primo confronto l’eccellenza del tempo e del risultato.

Dal punto di vista di Hell’s Gate Metzeler 2016, quello che conta è che è stilato l’elenco dei trenta finalisti, dei Piloti che affronteranno la Prova Finale sul nuovo percorso dell’Inferno. Ma il Gran Finale, ormai lo sapete, andrà in scena nei “gironi” infernali dell’Arena di Hell’s Gate Metzeler, e fino al “Gate” finale.



Hell’s Gate Metzeler 2016 si avvia sull’anello esterno del compatto circuito del Ciocco, ma l’attenzione del pubblico è polarizzata dall’Arena Hell’s Gate Metzeler, soprattutto dal tracciato infernale disegnato da Fasola e dal “Carnefice” dell’Indoor, Armando Dazi. È un’associazione a delinquere, e i trenta finalisti di Hell’s Gate Metzeler non tarderanno ad accorgersene.

Dopo neanche dieci minuti un Pilota passa sull’ostacolo Airoh, poi sul “panettone” Metzeler e sulla pietraia Evo+. “Chi è quel cretino che è entrato nell’arena?” Ben presto gli spettatori si rendono conto che non si tratta di un “clandestino”, ma di Wade Young, che ha già completato il primo giro di Hell’s Gate Metzeler 2016. Il ritmo sull’”anello esterno”, dunque, è elevatissimo, davvero infernale. Ma l’Arena è “bestiale”, impietosa, massacrante. La prova è durissima, e viene da chiedersi se Fasola non abbia esagerato. L’Enduro Estremo, tuttavia, non è un gioco di compromessi, ma la ricerca di un limite che si sposta oggi più avanti. Al Ciocco Hell’s Gate Metzeler rivela il nuovo volto dell’Estremo, un misto micidiale di “naturale” e di indoor, con un coefficiente di spettacolo e di impegno sconosciuto all’Enduro. E anche all’Estremo.

Ancora mezz’ora di… purgatorio, e alle 18:30, due ore e mezza dall’inizio della discesa agli inferi, quattro Piloti soltanto affrontano il “girone” finale, tutto dentro l’Arena. Fasola in persona apre l’ultimo ostacolo, la salita che eredita il ruolo che per dodici anni è stato dell’Hell’s Peak. Il pubblico si accalca sulle fasi finali, sempre più concitate. La tensione sale. È l’atmosfera da colpo di scena!

Ma non succede nulla di clamoroso. Anche l’Inferno è giusto, o almeno quello di Fasola lo è. Wade Young oltrepassa il “Gate” e si conferma imbattibile anche nell’indiavolato carosello finale, Graham Jarvis stremato conquista il secondo posto, Mario Roman si inchina agli avversari ma a sua volta conferma la propria bravura con un risultato eccellente. Diego Nicoletti, il “vendicatore!” italiano, scatena l’entusiasmo del pubblico, dei diecimila che hanno scandito tutte le fasi dello spettacolare. Assieme a lui Michele Bosi (TopTrialTeam), settimo assoluto, secondo Italiano in gara. 
Terzo Italiano Maurizio Lenzi in ottava posizione e poi Riccardo Piacenza (TopTrialTeam) in dodicesima.
 
Avvincente, indimenticabile primo viaggio al centro dell’Enduro della nuova era. Questo è Hell’s Gate Metzeler!

Press Hell’s Gate Metzeler 2016 Image Credits © ApPhotosport

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